
di Valentina Bennati
comedonchisciotte.org
Principalmente nei primi otto minuti di masticazione i chewing gum rilasciano centinaia di minuscoli, pressoché invisibili, pezzi di plastica nella bocca delle persone. L’informazione arriva da un piccolo studio non ancora sottoposto a revisione paritaria che è stato presentato nei giorni scorsi in occasione del meeting primaverile dell’American Chemical Society a San Diego.
“Il nostro obiettivo non è allarmare nessuno” – ha subito voluto mettere in chiaro il ricercatore principale dello studio Sanjay Mohanty, professore di ingegneria presso l’Università della California, Los Angeles (UCLA) – “Gli scienziati non sanno se le microplastiche siano pericolose per noi o meno, non ci sono sperimentazioni sugli esseri umani, ma sappiamo di essere esposti alla plastica nella vita di tutti i giorni ed è questo che volevamo esaminare qui”.
In realtà, studi condotti su animali e cellule umane dimostrano che le microplastiche sono presenti in molti organi e tessuti del nostro corpo e che sono dannose; inoltre, è molto interessante prendere in considerazione le dichiarazioni di David Jones, un ricercatore dell’Università di Portsmouth (Regno Unito), non coinvolto nello studio sopracitato, ma che fa indagini sul problema dell’inquinamento da plastica da 15 anni, che così ha scritto in un suo recente articolo: “La maggior parte dei chewing gum in vendita è realizzata con una varietà di gomme sintetiche a base di olio, simili al materiale plastico utilizzato negli pneumatici delle auto. Le persone con cui parlo sono sempre sorprese e disgustate quando scoprono di aver masticato un pezzo di plastica malleabile. E la maggior parte dei produttori non pubblicizza di cosa è fatta la gomma, evitano il dettaglio elencando ‘base di gomma’ tra gli ingredienti”.
Jones spiega che la base di gomma serve a conferire la masticazione al chewing gum legando insieme tutti gli ingredienti per una consistenza liscia e morbida. “Sembra quasi innocuo” – afferma il ricercatore – “ma l’analisi chimica mostra che la gomma contiene stirene-butadiene (la sostanza chimica sintetica durevole usata per fare gli pneumatici delle auto), polietilene (la plastica usata per fare buste e bottiglie) e acetato di polivinile (colla per legno), oltre a un po’ di dolcificante e aromatizzante.”
Ora, il pensiero dovrebbe inquietare alquanto i consumatori assidui di chewing gum e, tenuto conto di queste affermazioni, i risultati dello studio citato a inizio articolo, per quanto non ancora sottoposto a revisione paritaria, dovrebbero essere tenuti in considerazione e non essere giudicati sorprendenti.
Invece, sorprendente è stato l’aver scoperto che, sia le gomme sintetiche, che quelle naturali, rilasciano microplastiche. I ricercatori, infatti, hanno testato cinque marche di gomme sintetiche e cinque di gomme naturali (che utilizzano, cioè, polimeri di origine vegetale, come la linfa degli alberi) e, inaspettatamente, hanno riscontrato che le microplastiche erano rilasciate da entrambe le tipologie. “Le poliolefine sono comunemente utilizzate nell’industria alimentare per il confezionamento, questo potrebbe essere un motivo”, hanno commentato gli autori.
Dunque, una contaminazione. Si tratta, comunque, di un aspetto della ricerca che andrebbe approfondito e capito meglio.
Appena lo studio sui chewing gum è stato presentato, la National Confectioners Association, che rappresenta i produttori di gomme da masticare negli Stati Uniti (un giro d’affari con un valore stimato in svariati miliardi di dollari USA), ha subito fatto sapere che “la sicurezza alimentare è la priorità numero uno per le aziende dolciarie associate, le quali utilizzano solo ingredienti consentiti dalla Food and Drug Administration statunitense”.
“È sicuro consumare gomme da masticare, come lo è da oltre 100 anni”, ha tuonato l’Associazione, sottolineando che “sono stati gli autori stessi dello studio ad ammettere che non c’è motivo di allarme”.
Tuttavia, obiettivamente, questo lavoro scientifico (a detta degli autori “il primo ad esaminare e confrontare le microplastiche presenti nelle gomme da masticare disponibili in commercio”) evidenzia che è urgente una maggiore trasparenza degli ingredienti di questi prodotti e solleva preoccupazioni, oltre che per la salute delle persone, anche per l’inquinamento ambientale.
Infatti, molto spesso i chewing gum vengono sputati in strada, appiccicati sotto i sedili delle panche o sotto i banchi di scuola, ma non sono biodegradabili. Il che significa che possono persistere nell’ambiente per molti anni, diventando l’ennesima forma di inquinamento da plastica.
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