
L’Italia sta attraversando un momento cruciale per la tenuta democratica e la tutela dei diritti. Con l’approvazione dei contenuti del Ddl Sicurezza tramite decretazione d’urgenza, il governo Meloni imprime una svolta autoritaria al Paese, riducendo drasticamente l’agibilità politica per chi dissente e mettendo in secondo piano le questioni sociali a favore di un approccio repressivo e giudiziario.
La risposta delle piazze non si è fatta attendere. Nella giornata di ieri, migliaia di persone si sono mobilitate in diverse città, esprimendo il proprio dissenso contro un provvedimento percepito come un attacco alle libertà fondamentali. Da Napoli a Milano, da Roma a Bologna, fino a Trento, Treviso e Salerno, l’indignazione ha preso corpo in presidi e cortei.
A Roma, la manifestazione convocata in poche ore in piazza del Pantheon si è trasformata in un corteo spontaneo. La mobilitazione, partecipata da alcune migliaia di persone, è stata segnata da momenti di tensione: la polizia in assetto antisommossa è intervenuta per tentare di disperdere i manifestanti. Nonostante le cariche, il corteo ha proseguito il proprio percorso per le strade del centro, ribadendo con determinazione la volontà di opporsi a quella che viene definita una deriva autoritaria.
La giornata di protesta ha evidenziato come il Paese non intenda restare inerme di fronte a provvedimenti che limitano i diritti e le libertà. Di fronte all’arroganza istituzionale, la mobilitazione non si ferma: la Rete No DDL Sicurezza ribadisce la necessità di una grande manifestazione nazionale per affermare il diritto al dissenso e difendere la libertà di tutt3. Di seguito il comunicato.
Vogliono mettere paura ma non è il tempo della rassegnazione, è tempo di lottare per la libertà di tutt3
Da ieri l’Italia è un paese meno democratico, dove l’agibilità politica per chi dissente e per il conflitto sociale è fortemente limitata, dove i diritti degli ultimi sono un problema di ordine giudiziario e non sociale.
Con un atto di inedita arroganza istituzionale, il governo Meloni procede _a pieno regime_, utilizzando la decretazione d’urgenza per approvare i contenuti del Ddl Sicurezza. Accolti solo parzialmente i rilievi del Quirinale, l’impianto che abbiamo denunciato in questi mesi è rimasto immutato.
La maggioranza di centrodestra si tira fuori dall’impaccio delle divisioni interne sul provvedimento, che rischiava in parlamento di finire in un binario morto, imprimendo una svolta autoritaria al paese. Mentre Meloni difende l’amico Trump e la sua politica sui dazi, mentre le borse crollano o a picco, agita un “successo” del governo mostrando il suo volto più feroce.
Ieri ci siamo ritrovati per mobilitarci in molte piazze del paese: forze sociali e politiche, studenti e sindacati, associazioni e movimenti per la giustizia climatica. Manifestazioni si sono tenute a Napoli, Bologna, Roma, Trento, Treviso e Salerno. Oggi a Milano una mobilitazione diffusa, con convergenza alle 18.00 in piazza San Babila.
A Roma il presidio di piazza del Pantheon, chiamato in poche ore e partecipato da alcune migliaia di persone, si è trasformato in un corteo spontaneo che, nonostante le manganellate della polizia in antisommossa, non si è fermato. La giornata di ieri dimostra che qualsiasi accelerazione dei processi anti-democratici non troverà di fronte un Paese inerme e “pacificato”, ma pronto a rispondere nelle piazze, nei luoghi del sapere e della produzione.
Le destre ci vogliono mettere paura. Per questo rimane intatta l’urgenza di costruire una manifestazione nazionale contro questo decreto, ormai ex Ddl sicurezza. Non è il tempo di arrendersi, non è il tempo di tornare a casa, non è il tempo della rassegnazione. È il tempo di lottare per le libertà di tutt3.
Rete No DDL Sicurezza – A pieno regime